La settimana di campo a Chieti per gli adolescenti e giovani della nostra comunità pastorale (siamo andati in 25) è stata una scossa nella nostra vita, una perla preziosa che è ancora viva in ognuno di noi. Abbiamo conosciuto molte persone, ognuno con la propria storia, visto luoghi meravigliosi, pregato insieme, ascoltato canzoni profonde. Con l'aiuto di tutti coloro che vivono alla Capanna, abbiamo (ri-)scoperto che, per essere felici davvero, dobbiamo dare una direzione alla nostra vita, tenendo presente che Gesù è la nostra bussola. Difatti, per vivere una vita piena, l'ingrediente segreto è l'amicizia, che deriva dal comandamento dell'amore, il comandamento più importante che Gesù ci ha lasciato. Per viverlo veramente e seriamente non basta donare qualcosa di materiale a qualcuno (che serve!), ma è necessario portare noi stessi, sporcarci le mani, ascoltare senza pregiudizio, accorgersi che esiste, ricordarci che è Gesù. Questo e molto altro abbiamo imparato e vissuto in prima persona in questa settimana, che resterà per sempre nel nostro cuore, ma che ci responsabilizza ad avere una continuità nella nostra quotidianità, altrimenti resterà solo una bella parentesi della nostra vita.
L'essere felici coincide con l'imparare ad amare: quando si impara, questa "skill" rimane e si diventa più belli! Ma per raggiungerlo non possiamo permetterci di stare fermi, rintronati dalla fretta e dai nostri cellulari...
Grazie davvero a ciascuno per il modo in cui ha vissuto questa settimana, che ci dà l'occasione concreta di portare avanti l'amore, giorno per giorno, vivendo con gioia, perché rispondere all'Amore si può! ❤️
Siamo Marta, Irene e Cecilia, e insieme al nostro vicario don Francesco abbiamo vissuto un’esperienza che le parole faticano ad esprimere fino in fondo: la partecipazione al Giubileo dei Giovani, che si è svolto dal 28 luglio al 3 agosto 2025. Quando siamo partite, non sapevamo esattamente cosa aspettarci. Avevamo sentito che si trattava di un evento speciale per i giovani di tutta Italia, ma viverlo sulla nostra pelle è stato qualcosa di travolgente e indimenticabile. È stato un cammino intenso, fatto di emozioni, incontri, sorrisi, lacrime, preghiera…ma soprattutto di presenza viva di Dio. Fin dal primo giorno ci siamo immerse in un clima di accoglienza e fraternità. Già durante il viaggio, abbiamo conosciuto altri ragazzi e ragazze provenienti da parrocchie grandi e piccole, da realtà diverse dalla nostra, ma tutti accomunati dalla stessa voglia di cercare, capire e vivere la fede in modo autentico. Ogni giornata era ricca di appuntamenti: catechesi, testimonianze, celebrazioni, adorazioni e, ovviamente, tanti momenti di festa e condivisione. Abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare storie vere di giovani e adulti che, tra mille difficoltà, hanno scelto di seguire Cristo con coraggio e determinazione. Alcuni di loro ci hanno profondamente colpito, facendoci riflettere su quanto spesso diamo per scontato nella nostra vita quotidiana. La preghiera è stata il cuore di tutto. Pregare insieme a più di un milione di giovani, sotto lo stesso cielo, raggiungendo un silenzio così profondo che parlava direttamente al cuore e faceva vibrare l'anima, ci ha fatto sentire parte di qualcosa di molto più grande di noi. In particolare, durante la celebrazione penitenziale e la Veglia a Tor Vergata, abbiamo vissuto momenti di profonda intimità spirituale, in cui ciascuna di noi ha potuto aprire il cuore a Dio con sincerità e semplicità. Abbiamo percepito chiaramente che il Signore ci era accanto, parlava a ciascuna di noi e ci chiamava per nome. Un altro aspetto meraviglioso è stato il rapporto con le persone. Abbiamo conosciuto tantissimi coetanei, e in pochissimo tempo si è creata una rete di relazioni autentiche. Non servivano grandi discorsi per capirsi: bastava uno sguardo, un sorriso, un canto intonato insieme, una mano stretta durante la preghiera. Era la comunione vera, quella che solo lo Spirito Santo può generare. Anche con don Francesco abbiamo vissuto questo tempo in modo speciale. È stato una guida presente, disponibile, mai invadente, ma sempre pronto ad ascoltarci, a incoraggiarci, a camminare con noi. In alcuni momenti è stato anche complice delle nostre risate e delle nostre fatiche, dimostrando che la fede può essere vissuta e condivisa con gioia. Il Giubileo dei Giovani non è stato solo un evento. È stato un invito forte a rimettere al centro il nostro rapporto con Dio, a non vergognarci della nostra fede, a testimoniarla con coraggio nel mondo, anche oggi! Abbiamo sentito nascere dentro di noi il desiderio di vivere ogni giorno con più consapevolezza, di essere luce nei luoghi in cui viviamo, studiamo, lavoriamo. E anche se non è sempre facile, ora sappiamo che non siamo sole. Siamo tornate a casa con gli occhi pieni di immagini, il cuore colmo di gratitudine e un’energia nuova. La stanchezza fisica è stata ampiamente superata dalla ricchezza spirituale che abbiamo ricevuto. Il nostro cammino continua, forse con più domande di prima, ma sicuramente con una fede più viva, più vera, più nostra. Grazie a chi ha reso possibile questa esperienza. Grazie a don Francesco per averci accompagnate. Grazie alla comunità che ci ha aiutato ad abbattere i costi per partecipare a questa importantissima esperienza di vita. E grazie a Dio, che ci ha sorprese ancora una volta, facendoci capire che, quando si cammina insieme, con il cuore aperto, la fede diventa una festa che non finisce mai.